Diritti civili e Volontariato – incontro con Simona Dalla Chiesa

 

simona-dalla-chiesa-e1443193185642Simona Dalla Chiesa è intervenuta giovedì 10 novembre ad un evento organizzato da AUSER PROVINCIALE VERONA e SPI CGIL VERONA; ha parlato con passione di un argomento molto attuale, diritti civili e volontariato.

La mattinata si è svolta in due tempi, nella prima parte Simona Dalla Chiesa ha parlato di diritti civili e volontariato; nella seconda parte hanno preso la parola molti dei presenti; sono intervenuti fra i tanti; Gabriella Poli, vice presidente della Federazione del Volontariato di Verona, Renata Borghesani del Circolo Università Itinerante Auser di Verona e infine Alessandro Rebonato, per Auser Provinciale di Verona e Pietro Carradore del Circolo Auser di Colognola ai Colli.

Dopo gli interventi, Simona Dalla Chiesa ha cercato di dare risposte alle domande dei tanti interventi che si erano succeduti dopo il suo primo intervento.

Un breve riassunto della mattinata.

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I diritti civili hanno avuto la loro massima affermazione nel ‘700, durante la rivoluzione francese.

Dobbiamo attendere la fine della seconda guerra mondiale, quando nel 1948, più precisamente il 10 dicembre, viene finalmente promulgata, dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, la “Dichiarazione Universale dei Diritti Umani” e abbiamo finalmente il riconoscimento di questi diritti in quanto appartenenti alla persona.

Diritti che appartengono alle persone a prescindere da condizioni economiche, lavorative o civili, questa grande associazione di persone (vogliamo chiamarla così?) che è il genere umano ha diritti tutelati e non cedibili o trattabili a prescindere da età, posizione economica o altro.

Questo a ben pensarci è un dato di fatto al quale siamo abituati, ma non è così nella gran parte del mondo; pensiamo ai paesi dove vigono ancora dittature, ai paesi governati apparentemente da governi democratici e ci rendiamo conto che non è così scontato il riconoscimento e il rispetto dei diritti umani che distinguiamo dai diritti civili.

Alcuni diritti talvolta apparentemente confliggono, pensiamo al diritto alla vita (al quale non si può rinunciare neanche volontariamente) e all’eutanasia, il secondo sembra contraddire il primo, tant’è che molti legislatori si rifiutano di normare la possibilità che qualcuno decida della propria vita tramite il testamento biologico decidendo sul proprio fine vita.

da_dove_vengono_migranti_2015_943Libertà di pensiero, di movimento, di coscienza, sono libertà positive, lo Stato deve stare “fermo” e l’individuo può manifestare certe espressioni, poi ci sono le libertà negative perché impongono allo Stato di non intervenire e privare la persona di tali diritti, pensiamo al diritto di non essere torturato, diritto ad un processo equo.

Dal articolo 1 all’articolo 21 ci sono i diritti di prima generazione, dal 22 in poi quelli definiti di seconda, i diritti sociali, politici e culturali, sono quelli che spettano i cittadini.

Chi si trova nella condizione di non godere dei primi, difficilmente sarà in grado di godere dei secondi, se non c’è libertà di pensiero, come si potrà esercitare il diritto al voto, ad esempio?

Poi pensiamo il diritto al lavoro, alla equa retribuzione, lo Stato dovrebbe intervenire per garantire un livello sufficiente e dignitoso, il diritto alla salute, è paritario in tutto il Paese?

Parliamo di Welfare e come il volontariato stia supportando (per non dire sostituire) lo Stato nel garantire a molti cittadini condizioni dignitose.

volontari2Il Volontariato non deve essere supplente, lo Stato non può delegare in modo passivo doveri primari, il terzo settore deve porsi in modo sussidiario, come valore aggiunto, prezioso, ma aggiunto.

Uno Stato si giudica democratico non dal prodotto interno lordo, ma si giudica democratico quando i diritti della persona (e non solo dei cittadini) sono rispettati, una famiglia allargata dove ognuno trovi il proprio ruolo, e in tutto questo è fondamentale il ruolo del volontario.

Il volontario prima ancora di “fare” deve “essere” prima di predicare determinati principi, devo essere lui o lei la rappresentazione di quello che predica.

Trasmettiamo educazione alla solidarietà e alla legalità; il rispetto dei diritti non viene dalle parole anche se incardinate nelle leggi, ma dal modo di essere, dal camminare insieme, con gli assistiti, con le Istituzioni, condividendo il cammino; essere cittadini consapevoli prima di tutto, e volontari poi, portando nel nostro essere volontari il nostro modo di essere, di credere e di praticare la legalità e la solidarietà.

Maria Gallo Presidente Auser Provinciale Verona

 

 

 

 

 

 

 

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